La testimonianza di Damiano Caravello: un messaggio di speranza per tutti

Vi presentiamo questa esperienza di Vita perché possa essere una Speranza per tutti.
 
Damiano Caravello ha vissuto ventinove anni e mezzo. Si potrebbe pensare che siano stati solo ventinove anni e mezzo e invece sono stati anni di una Vita piena fino alla fine. Damiano è nato a Mirano nel 1991 e subito si è manifestata in lui una grave malattia epatica, l’atresia delle vie biliari. E’ stato operato a soli due mesi dalla nascita e l’intervento gli ha permesso di poter sopravvivere il più a lungo possibile fino al trapianto epatico.
 
Dopo l’intervento sulle vie biliari, Damiano è cresciuto, bambino prima e poi ragazzo, sempre giovane ma presto adulto per comprendere quella malattia. Nel corso degli anni Damiano ha imparato a prendersi cura di sé, ma non solo, anche l’importanza di prendersi cura degli altri. La sua è vita trascorsa nel bisogno di comunità, diventando dedizione per la comunità cittadina e religiosa. Damiano diventa consigliere comunale nella sua Noale (VE), si impegna nella sua comunità cattolica partecipando all’Azione Cattolica della Diocesi di Treviso, facendo parte del Consiglio delle Acli di Padova e dell’associazione OL3 per la divulgazione dei principi della Dottrina Sociale della Chiesa. Non esiste comunità nella quale Damiano, con pazienza e moderazione, non sia riuscito a portare qualcosa di sè. Aprendosi agli altri Damiano incontrava sè stesso e Dio, in un sentiero di fede che diventava di amicizia, amore, attivismo politico e sociale; un sentiero nel quale Damiano chiedeva di essere accompagnato dalla sua famiglia, dai suoi amici, da chi poteva diventare un suo compagno di viaggio anche se per poco. Damiano affrontava la vita sempre con lo stupore di ciò che Dio poteva riservargli, che fosse gioia, sofferenza, soddisfazione o sconforto. Niente di tutto questo “amor vitae” si è affievolito o abbruttito negli ultimi giorni di Damiano, nè nelle settimane di attesa del trapianto, quando la fatica del corpo veniva sostenuta col sorriso della fede, in sè e in Dio, nè nei giorni seguenti al trapianto, quando ormai la situazione clinica severa si era rivelata irreversibile.
 
Ciò che rimane altrettanto irreversibile sono una serie di lasciti di Damiano per noi: il suo esempio di fiducia e speranza; la rete di comunità a cui ha aderito o che ha creato, incontrando e facendo incontrare tante persone; il ricordo di una vita appassionata, una vita senza un giorno di indifferenza; l’impegno, come diceva lui stesso, a “mettere in circolo l’Amore”.
 
Vi consegniamo il suo Testamento, scritto in reparto la notte precedente al trapianto affinché possa essere uno strumento di Speranza per voi e le vostre famiglie.
 
I suoi familiari